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CHIRURGIA
Grazie alla semplificazione delle tecniche chirurgiche, unite alla particolare specializzazione dei nostri collaboratori, è possibile effettuare gli interventi che sono necessari per il ripristino della salute orale come ad esempio:

  • avulsioni dentarie,
  • estrazione di denti inclusi nell’osso,
  • incisioni di ascessi,
  • sbrigliamento di frenuli
    (cioè il taglio e la loro liberazione),
  • gengivectomie ed allungamenti di corona
    (cioè l’asportazione di tessuto gengivale in eccesso attorno al dente),
  • regolarizzazioni delle creste ossee dopo estrazioni,
  • chirurgia orale;
    un ramo dell’odontoiatria in continua evoluzione sia nelle tecniche che nella strumentazione, soprattutto per quanto riguarda le sue due ulteriori suddivisioni, che sono diventate ultimamente vere e proprie super-specializzazioni, cioè la parodontologia e l’implantologia.

IMPLANTOLOGIA
E’ uno tra i settori più recente ed in continuo sviluppo della ricerca odontoiatrica; ultimamente ha raggiunto livelli di sicurezza, affidabilità e predicibilità di successo del tempo, da renderla la soluzione ottimale per qualsiasi caso di sostituzione di elementi dentali naturali persi. Ha ancora dei costi molto elevati per la raffinatezza delle tecniche chirurgiche assai avanzate e per l’assoluta precisione della tecnologia e della componentistica, tuttavia sta diventando sempre più diffusa e praticata come una normale soluzione alternativa.

Consiste nel permettere l’integrazione di un metallo biocompatibile (titanio), in un tessuto umano (osso): si parla infatti di implantologia osteointegrata, cioè di un vero e proprio legame intimo e stabile tra le cellule ossee e le molecole del titanio, che non consente alcun movimento e che è in grado di sopportare i carichi assai elevati delle forze masticatorie.

Dopo un accurata fase diagnostica, si passa alle varie fasi operative. Una seduta chirurgica in cui vengono posizionati gli impianti (fixture) completamente sommersi nell’osso e ricoperti dalla gengiva.
Poi un periodo di pausa di 4-6 mesi, per consentire l’osteointegrazione, quindi una seconda fase chirurgica per la riapertura e lo scoprimento della “testa” degli impianti e la connessione a questi dei monconi ( abutments), cioè dei “perni” che fuoriescono dalla gengiva e sui quali verranno cementate o avvitate le corone di porcellana, esattamente come se fossero monconi di denti naturali.

La ricerca scientifica in continua evoluzione (soprattutto nelle due scuole più autorevoli, cioè quella nordamericana e quella svedese) ha recentemente permesso di utilizzare immediatamente gli impianti nell’osso, avvitarvi i monconi e porre su questi i denti provvisori. Il paziente che arriva nello studio privo di alcuni elementi o con una protesi mobile, può uscire nella stessa giornata con i suoi denti fissi e, iniziare subito a utilizzarli masticando!

PROTESI
Un problema veramente delicato è il restauro o la ricostruzione degli elementi dentali distrutti o mancanti mediante manufatti prodotti nei laboratori odontotecnici su indicazione e progettazione del medico odontoiatria.

Passione e precisione sono le peculiarità che ci caratterizzano nell’affrontare con le più moderne apparecchiature ogni tipo di intervento. Indispensabile è il supporto, facilitato dalla vicinanza, degli studi odontotecnici con cui collaboriamo. La protesi si divide in due grosse categorie:

La protesi mobile riguarda ogni tipo di apparecchio rimovibile, dalla protesi totale (la dentiera), agli scheletrati ( particolari protesi parziali rinforzate da uno “scheletro” di metallo e agganciate ai denti residui), fio alla protesi mobile parziali provvisorie, che vengono di solito utilizzate per la sostituzione immediata di elementi estratti, in attesa della guarigione dei tessuti.

La protesi fissa comprende ogni tipo di restauro o di ricostruzione che viene cementato sui denti preparati a moncone dal dentista o su impianti infissi nell’osso.

Può essere prodotta con diversi materiali:

  • la resina (plastica), che viene confezionata nei colori più simili ai denti naturali, è utilizzata per i provvisori, cioè per quelle protesi fisse posizionate in bocca per un periodo di tempo limitato, o per motivi diagnostici e di verifica, o per il tempo necessario all’odontotecnico per la prod anche quando la dentizione definitiva è completa.uzione degli elementi definitivi.

  • la ceramica che ormai ha soppiantato oessere intrapresagni altro materiale usato in passato, costituisce il materiale di scelta principale per qualsiasi tipo di restauro protesico. Viene preparata nel laboratorio su “coppette” fuse in oro (struttura che è ricoperta completamente della stessa ceramica), e poi “cotta” in speciali forni ad altissime temperature (attorno ai 1000°C), per conferirle le caratteristiche di estetica, durezza, trasparenza e levigatezza, che la rendono praticamente uguale ai denti naturali.

ORTODONZIA
Corregge i difetti del combaciamento delle arcate dentarie tra loro, o quelli di posizione dei singoli denti nei loro rapporti con le altre strutture della bocca (molacclusioni).

Ortodontia intercettava:
Porta gli elementi dentari in una posizione corretta, ancora prima che sia ultimata la loro crescita, dopo aver individuato i problemi tramite un’accurata fase diagnostica. I trattamenti vanno iniziati molto precocemente, anche quando sono presenti ancora denti da latte.

Ortodontia classica:
Corregge difetti di posizione o errori nei rapporti dei denti tra loro o con i loro antagonisti, deviazioni, inclinazioni, rotazioni, malposizioni in riferimento alle masse muscolari della bocca, alla lingua e alle labbra. Può essere intrapresa anche quando la dentizione è completa.

Ortodontia prepotesica:
Modifica le inclinazioni, le rotazioni o le estrusioni (crescita anomale) di elementi dentari che non hanno più il loro antagonista. Con essasi possono anche ricreare gli spazi persi a causa di estrazioni molto precoci. Ha lo scopo di “preparare il terreno” (con spessori, spazi e altezze adeguate) alle ricostruzioni proteiche.

Esistono apparecchi ortodontici mobili, da portare determinate ore al giorno, apparecchi fissi, non rimovibili, incollati ai denti per mezzo di placchette (brakets) e bande, collegate tra loro da fili metallici e, apparecchi ortodontici misti, fissi e mobili, che sfruttano diverse componenti di forze, comprese, a volte, le trazioni extra-orali.

Ci sono diverse tecniche e numerose scuole ortodontiche che, con metodi, tempi e modi diversi, tendono tutte allo stesso scopo: il ripristino di una corretta funzione masticatoria in abbinamento a una busta estetica.

PARODONTOLOGIA
Abbiamo raggiunto l’osso… Siamo cioè alle che riguardano il parodonto, che è l’insieme dei tessuti di sostegno del dente (gengiva e osso). Poiché la malattia parodontale è la causa principale della perdita dei denti nell’adulto, cerchiamo di diagnosticarla al suo insorgere, prevenirla e controllarla con cure adeguate fin dai suoi stadi più iniziali come la gengivite. Tecnicamente rimuoviamo le cause della malattia utilizzando uno o più di questi metodi:

Detartrasi: rimozione della placca e del tartaro dai denti.

Levigatura delle radici: consiste nel molaggio delle superfici masticanti dei denti, nell’impedire movimenti dentali, nel bloccaggio di eventuali elementi mobili, nell’utilizzo di apparecchi che impeiscono il digrignamento, nella correzione degli sress anormali della bocca.

Chirurgia parodontale: (effettuata normalmente in anestesia locale): serve a correggere i difetti ossei profondi (tasche) o a rsanare zone in cui c’è ancora presenza di infezione. Questi interventi creeranno un ambiente più accessibile allo spazzolino e ai dispositivi interdentali.

Rigenerazione ossea: grazie ai nuovi biomateriali e alla semplificazione delle tecniche chirurgiche, oggi è possibile rinforzare l’osso che sostiene i denti. Sono piccoli interventi chirurgici che correggono importanti riassorbimenti ossei che sono tra i principali motivi di di perdita dei denti.

ENDODONZIA
Si potrebbe dire che stiamo entrando nel “vivo del dente”. Anche in questo campo le tecniche sono particolarmente evolute ed i trattamenti sempre più indolori e veloci. La terapia scanalare è la cura ei canali interni alle radici, dove normalmente sono contenuti i nervi, le vene e le arterie (la polpa dentaria).

Un trattamento endodontico è costituito essenzia-lmente da due fasi:

  1. Lo svuotamento completo dei canali delle radici,
  2. Il loro riempimento tridimensionale mediante un materiale plastico riscaldato. Il trattamento è reso necessario da una carie che ha raggiunto la polpa viva (quindi si pratica una devitalizzazione), oppure dalla presenza di una polpa morta (necrosi dentale) per trauma o per vecchia otturazione molto profonda o ancora per una carie penetrante presente da molto tempo ( e in questi casi si parla di terapia scanalare); un terzo motivo può essere un dente già devitalizzato ma incompletamente, per cui è necessaria una nuova cura scanalare (che si definisce ritrattamento endodontico).

Negli ultimi due casi può essere presente un granuloma (cioè tessuto infiammatorio attorno all’apice della radice), o addirittura una cisti (cioè una raccolta di siero o di pus o di tessuto flogistico infetto). Quando la guarigione non avviene, si deve ricorrere all’asportazione della punta della radice (apicectomia) e del tessuto infetto per via chirurgica, in rari casi è addirittura necessaria infine l’estrazione del dente.

Esistono casi in cui può essere necessario devitalizzare un dente per necessità ricostruttive di protesi o per una eccessiva sensibilità agli stimoli termici (dolore al caldo e al freddo).

© Studio Odontoiatrico Dott. Paolo Bastianelli
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